Educazione civica a scuola con impronta ambientalista e digitale

da | 27 Giu 2020 | Scripta |

L’educazione civica sarà un valido strumento per accompagnare gli studenti nel non semplice ritorno sui banchi di scuola. Educazione alla cittadinanza digitale ed educazione ambientale saranno, infatti, alla base della materia che, da settembre, torna ad essere obbligatoria e con valutazione in pagella, dalla primaria fino alla secondaria di secondo grado.

La legge, approvata alla Camera all’unanimità e passata al Senato a larga maggioranza con la sola astensione del Pd, affianca quindi lo studio della Costituzione italiana (ma anche degli ordinamenti europei e degli statuti regionali) a lezioni più attuali, con una forte impronta ambientalista e digitale. Il rispetto delle regole, la tutela dell’ambiente e la capacità di utilizzare in maniera sicura e consapevole le nuove tecnologie si sono dimostrati essenziali nel momento in cui bambini e ragazzi hanno dovuto affrontare le lezioni da casa. Ma saranno anche un valido supporto a settembre, quando negli istituti sarà necessario rispettare distanze sociali e curare con molta attenzione gli aspetti igienico-sanitari. Questa legge ha, di fatto, anticipato i tempi, ma c’è ancora tanto da fare, a partire dalla formazione dei docenti. L’Italia è quart’ultima in Europa nell’indice Desi, che misura la digitalizzazione sociale ed economica dei paesi membri: non poteva essere altrimenti, considerato che una famiglia italiana su tre non ha un computer in casa e molti docenti hanno faticato non poco con la ‘dad’.

La legge dispone almeno 33 ore di educazione civica all’anno. La materia sarà al centro anche degli esami di terza media e maturità. Il provvedimento stanzia fondi per la formazione dei docenti e istituisce un premio annuale per i migliori progetti didattici.

 

Massimiliano Capitanio
per Huffingtonpost.it

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