La sentenza della Corte di Giustizia Europea sull’equo compenso per giornalisti ed editori è, pur nella sua scontatezza, epocale. Viene ribadito che il lavoro giornalistico va pagato, lasciando intatta la libertà delle parti di negoziare sul prezzo. Bisogna uscire dalla logica anacronistica dello scontro con le piattaforme per sottolineare che una informazione di qualità farà bene a tutti, Ott compresi. Senza un equo compenso, siamo destinati a un giornalismo banale e artificiale, con seri rischi per la tenuta democratica. L’equo compenso deve basarsi su un’equa condivisione dei dati
Siamo capaci a riconoscere l’Intelligenza Artificiale?
L’intelligenza artificiale, un tempo prerogativa degli scrittori di fantascienza, è entrata stabilmente nella nostra vita quotidiana, talvolta in modo invisibile. Ogni giorno, secondo le stime più recenti, vengono generate 34 milioni di immagini interamente dall’IA,...










