Pirateria: il TAR conferma la multa da 14 milioni a Cloudflare

da | 17 Lug 2026 | Scripta |

È arrivata la sentenza n. 13201/2026 del TAR del Lazio: i ricorsi di Cloudflare contro #PiracyShield e contro la sanzione dell’Autorità sono stati respinti integralmente.
Un primo passo, ma cruciale.

Una sentenza complessa ma estremamente esaustiva, che mette nero su bianco un principio cardine: la legge antipirateria n. 93/2023 e la vigilanza di AGCOM attraverso Piracy Shield sono parte di un impianto “al riparo dai dubbi di legittimità costituzionale e di compatibilità con la normativa sovranazionale paventati dalla ricorrente, in quanto realizza un bilanciamento coerente con i parametri normativi invocati assicurando che la tutela del diritto d’autore si accompagni a garanzie effettive a presidio degli ulteriori diritti fondamentali coinvolti”.

Il TAR mette nero su bianco i principi su cui poggia l’intero modello italiano di contrasto alla pirateria:

  1.  Agcom può ordinare la disabilitazione dei contenuti illeciti anche ai prestatori stabiliti all’estero, “ovunque residenti e ovunque localizzati” come recita la legge. Ciò che conta non è dove ha sede l’operatore, ma dove l’illecito produce i suoi effetti: e questi si producono in Italia, sugli utenti italiani.
  2. Piracy Shield è uno strumento legittimo, validato dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e protetto dal meccanismo delle whitelist. Il temuto “overblocking” non si è mai realizzato.
  3. Chi ha scelto di non accreditarsi alla piattaforma e di non presentare alcun reclamo non può poi lamentare la lesione delle proprie garanzie: il giudice ha qualificato la condotta come “intenzionale inottemperanza”.
  4. La sanzione da oltre 14 milioni di euro è legittima e proporzionata per una multinazionale da oltre 1,6 miliardi di dollari di fatturato.

Non è un caso che lo stesso modello, basato sulla legge n. 93/2023, sul Regolamento Agcom di cui alla delibera n. 680/13/CONS e sulle ingiunzioni dinamiche eseguite in 30 minuti, sia oggi guardato come riferimento in Europa.

È solo una sentenza di primo grado, ma quello che è stato scritto pesa, e indica una direzione chiara. Piracy Shield non è uno strumento che può mettere a repentaglio il funzionamento di #internet, né attentare alla libertà di espressione.
Quella messa in piedi da Agcom è un’infrastruttura di legalità e continuerà a esserlo. Uno strumento concreto per tutti gli operatori che vorranno collaborare nel rispetto delle leggi e con l’obiettivo di un ecosistema digitale più sicuro per tutti.

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