Non sarà un’impresa facile, quella di passare dai provvedimenti dedicati alla prominence alla loro applicazione, anche per via dei ricorsi che alcuni soggetti hanno già presentato, in particolare, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, Google, Samsung, Anitec-Assinform e altri. Ma per Massimiliano Capitanio garantire visibilità a tv e radio nei dispositivi connessi è anche una battaglia culturale oltre che una questione regolamentare.
Lo ha detto il commissario dell’Autorità pei le garanzie nelle comunicazioni a ItaliaOggi a margine del World Radio Day che si è tenuto giovedì a Milano.
Commissario Capitanio, a che punto è in Agcom il lavoro sulla prominence della radio?
Diciamo che la grandissima adesione dei soggetti che hanno chiesto di certificarsi come Sig (1.163 ndr), come servizi di interesse generale (tv e radio gratuite che avranno diritto a essere messe in evidenza con le icone, ndr), ha leggermente rallentato il procedimento sulla prominence in generale, però siamo a buon punto dopo aver emanato le Linee guida a ottobre. Il Tavolo tecnico sulla radio, in particolare, è fondamentale, si è già riunito tre volte e concluderà presumibilmente i lavori entro il mese di aprile. Quello che è certo è che la radio avrà rilevanza e riconoscibilità sui ricevitori ospitati negli abitacoli delle automobili probabilmente con un’icona, un tasto visibile. La radio non potrà essere affogata dalle grandi piattaforme. Aspettiamo che dal Tavolo tecnico emergano alcune indicazioni, per esempio se dare un ordinamento alle radio di interesse generale e con quale criterio. Quindi siamo a buon punto. Si chiederà, inoltre, la garanzia che tutti i sistemi, dall’ Fm al Dab, oltre che essere accessibili, siano anche switchabili, si possa quindi passare dall’uno all’altro per garantire la continuità dell’ascolto.
C’è anche la questione dell’icona radio sugli apparecchi tv.
R. Si: dal maggio 2026 saranno presenti icone sia per tutti i Sig nazionali sia per le radio, mentre già da maggio del 2025 sui televisori sarà presente una nuova icona riconoscibile ed evidente per il digitale terrestre che quindi consentirà agli utenti di arrivare in maniera facile e agevolata ai canali televisivi, alla radiovisione e ai canali radio che hanno una numerazione sull’ottavo arco Len. Tutti i canali del digitale terrestre, compresi quindi quelli delle emittenti radiofoniche, saranno raggiungibili anche dai telecomandi coni tasti numerici che dovranno essere messi a disposizione gratuitamente con gli apparati di nuova produzione, proprio per una delibera Agcom pubblicata nel novembre 2023 e che è passata anche al vaglio dell’Europa.
Come tutte le cose che possono comportare dei costi non sarà facile. Ma questa è una battaglia anche culturale perché non si può pensare di garantire maggiore visibilità a chi investe di più come le grandi piattaforme.
Facendo in questo modo verrebbero meno i principi anche democratici del pluralismo e della libertà di informazione. Poi bisogna fare anche una forte battaglia di responsabilizzazione dell’utente, perché non diventi passivo e non si limiti ad accogliere quello che viene messo a disposizione in forza degli accordi economici anche nei ricevitori domestici. La radio &bella perché uno sceglie quale radio ascoltare, quale conduttore, quale genere musicale. Se si perde questa consapevolezza ci si fa guidare solo da una logica algoritmica commerciale.
Quali altre attività sono in corso in/Agcom per la radio?
R./Agcom ha avuto un ruolo fondamentale nel liberare la cosiddetta rete Mux 12 (in precedenza attribuita alla tv, ndr) per metterla a disposizione dello sviluppo del piano Dab. Poi non dimentichiamo l’azione che abbiamo adottato per regolare il settore degli influencer: radio e tv sono sottoposte a vincoli molto precisi sulla trasparenza pubblicitaria, noi abbiamo adottato questi criteri anche per quelli che, di fatto, rappresentano i nuovi canali radiotelevisivi accesi 24 ore su 24 e con milioni di spettatori.
Intervista a Andrea Secchi





