Estratto dall’intervista a Mariana Baroli per Panorama 20 novembre 2023
Dopo l’ultimi tragico femminicidio che ha visto strappata la vita di Giulia Cecchettin, si è riaperto il dibattito sulla necessità di portare l’educazione al rispetto nelle scuole.
“La scuola è un contenitore dove l’educazione in generale può essere fatta” ha commentato a Panorama.it Massimiliano Capitanio, commissario Agcom e promotore della legge che ha reintrodotto l’educazione civica nelle scuole. “Forse è più giusto che i ragazzi imparino la sessualità in famiglia, invece che dal porno e da influencer impreparati” ha aggiunto “Non siamo più negli anni Trenta, quindi la sessualità non è taboo.
Dobbiamo tornare al concetto originale soprattutto in questo periodo dove la sessualità è sempre più distorta e veicolata da media e anche da certi video musicali”. Trap, televisione, social media. Influenze “silenziose”, spesso passive, che tuttavia plasmano le menti e spesso ne distorcono i pensieri. L’inadeguatezza si trasforma in dolore, solitudine, e crea i “mostri” dell’immaginario moderno, che divorano le vite di chi non soddisfa il loro ego. Da qui la rinnovata necessità di insistere sulla scuola. Contenitore primario dell’istruzione giovanile.
“Io credo che trattare questi temi a scuola sia fondamentale se fuori dalle ideologie che hanno alimentato il dibattito in passato si introduca il concetto di rispettare se stesso e rispettare il prossimo” ha aggiunto Capitanio “È giusto che se ne parli, e credo che il contenitore esista già (33 ore di lezioni obbligatorie di Educazione Civica reintrodotte con la legge 92/2019). Lo studio della costituzione modernizzato può raccontare anche il fenomeno del femminicidio, anche grazie all’intervento di esperti”.
Il tutto – conclude il commissario Agcom “in un patto di corresponsabilità con le famiglie”.






