La sanzione Agcom Glovo e il “servizio postale”

da | 16 Feb 2026 | Scripta |

L’indagine per caporalato della Procura di Milano nei confronti della Foodinho s.r.l., società proprietaria della piattaforma Glovo, ha destato molto scalpore.
La società avrebbe sfruttato per anni il lavoro dei rider, che percepirebbero retribuzioni assolutamente inadeguate rispetto alla contrattazione collettiva, tanto da essere al di sotto della soglia di povertà.

Sotto accusa è la modalità di gestione degli ordini e, di conseguenza, dei turni dei rider: tutto il ciclo è etero-determinato dall’app, dall’ordine alla consegna, che consentirebbe tra l’altro un monitoraggio continuativo e strutturato dell’attività lavorativa.
Il flusso organizzativo della app, già nel 2024, era finito sotto la lente del Garante della Privacy, che aveva sanzionato la società per 5 milioni di euro per aver trattato illecitamente i dati personali di oltre 35mila rider.

Anche Agcom, con la delibera n. 347/24/CONS ha sanzionato per 150 mila euro Foodinho: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la società non è stata attenzionata nella qualità di fornitore di una piattaforma digitale, ma come operatore di un servizio postale.

Agcom, infatti, oltre che per il settore dei media, delle comunicazioni elettroniche e del digitale è anche l’autorità competente con funzione di regolazione, vigilanza e sanzionatorie del settore postale in forza del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201.

I soggetti che svolgono un servizio postale, alla luce della rilevanza del servizio per tutta la cittadinanza, devono avere un titolo abilitativo che attesti tutta una serie di requisiti previsti dalla legge, declinati da regolamento AGCOM di cui alla delibera n. 388/24/CONS.

Ebbene, alla luce dell’attività svolta da Foodinho, Agcom ha rilevato come la società agisca come un vero e proprio operatore postale, senza aver ottenuto la relativa autorizzazione.

Sia che effettui attività di consegna di cibo fresco prelevato dai ristoranti, sia che fornisca una attività di spedizione Consumer to Consumer, tramite la piattaforma Glovo, la società realizza infatti tutte le operazioni proprie del ciclo postale, ossia raccolta, smistamento e consegna.

La società organizza, coordina, controlla tali fasi, mediante il software che governa la piattaforma e i riders ai quali viene dato il relativo input, svolgendo: la raccolta fisica presso gli esercizi commerciali; lo smistamento degli ordini effettuati dai clienti a mezzo piattaforma (che sia il cibo prelevato dai ristoranti o, nel caso del servizio C2C, di beni personali di privati cittadini); la consegna materiale ai clienti finali.

Non si tratta di una questione di mera burocrazia: come si legge nella motivazione della delibera, l’assenza di autorizzazione per lo svolgimento dell’attività provoca “un pregiudizio all’intero settore delle consegne cd. di ultimo miglio, a detrimento di quei corrieri che assumono di sé tutti gli oneri imposti dalla normativa vigente, tra i quali segnatamente quelli inerenti al rispetto dei contratti collettivi di categoria a tutela dei lavoratori e quelle a tutela dei consumatori, a detrimento dell’intero sistema della distribuzione e della consegna”.

La tutela dei lavoratori che, ai sensi del regolamento AGCOM, si garantisce tramite il rispetto delle disposizioni in materia di condizioni di lavoro previste dalla legislazione nazionale e dalle contrattazioni collettive di lavoro di riferimento vigenti nel settore postale.
È palese che effettuare una attività di spedizione senza il rispetto di queste disposizioni, in un settore ad alta intensità di manodopera, garantisce a un’impresa un indebito vantaggio competitivo.

Si tratta di un procedimento sanzionatorio piuttosto innovativo che è stato ovviamente impugnato da Foodinho.
Il giudizio al TAR instaurato contro la sanzione è attualmente sospeso, in quando il giudice amministrativo ha disposto un rinvio alla Corte di Giustizia dell’UE per chiedere se, effettivamente, l’attività di food delivery, per la natura del bene e le modalità di consegna, possa essere considerata un invio postale e se il servizio di spedizione C2C possa rientrare nella definizione di servizio postale anche se la società effettua solo l’organizzazione dello stesso, lasciandone ai rider l’esecuzione.

Il rinvio alla Corte di Giustizia dell’UE mira a chiarire se l’attività di food delivery possa essere un invio postale e se il servizio di spedizione Consumer to Consumer possa rientrare nella definizione di servizio postale anche quando la società cura solo l’organizzazione e i rider l’esecuzione.

Ad ogni modo, Agcom sta continuando a vigilare su società simili a Foodinho: ultimamente è stato infatti avviato un procedimento contro una società che svolge la medesima attività, anch’essa senza titolo autorizzatorio: la Società ha pagato la sanzione in misure ridotta, la cosiddetta oblazione, e si spera possa regolarizzare la sua posizione e continuare così l’attività.

Va ricordato che l’attività di vigilanza dei AGCOM non è volta a frenare lo sviluppo di modelli innovativi e sicuramente utili per tutti, ma per far sì che la regolamentazione possa per creare un mercato più concorrenziale e soprattutto più sicuro per gli utenti e i lavoratori, proprio per evitare che il business sia messo davanti ai diritti fondamentali e costituzionalmente garantiti.

Altri Scripta
Guardare contenuti piratati è illegale

Guardare contenuti piratati è illegale

Le sanzioni elevate agli utenti del cosiddetto “pezzotto”, di cui ha dato notizia, tra gli altri, DDay.it, rendono evidente ciò che da tempo stiamo spiegando: la pirateria non è un comportamento senza conseguenze. L’attività investigativa ha ricostruito i flussi di...

Frodi online e responsabilizzazione delle piattaforme

Frodi online e responsabilizzazione delle piattaforme

Secondo una inchiesta di Reuters, Meta starebbe guadagnando una fortuna grazie agli introiti derivanti dalla sponsorizzazione di contenuti fraudolenti: nel 2024, il 10% dei ricavi pubblicitari generati da Facebook, Instagram e WhatsApp, corrispondente a 16 miliardi di...

Rivedi Stop Piracy

Rivedi Stop Piracy

Grande partecipazione al Convegno Stop Piracy. La cooperazione europea per il contrasto alla pirateria promosso da Agcom con la partecipazione dell'Università degli Studi di Napoli Parthenope.È stata un'importante occasione di confronto tra istituzioni, operatori,...

Google alleata di Agcom contro la pirateria

Google alleata di Agcom contro la pirateria

Google ha finalmente iniziato a collaborare con AGCOM per contrastare la pirateria online, con il Piracy shield. Napoli - Cagliari e Inter-Como del 23 maggio 2025, ossia le due partite con cui si è deciso il campionato appena concluso, sono state infatti per AGCOM il...

Influencer, ecco gli effetti delle nuove regole Agcom

Influencer, ecco gli effetti delle nuove regole Agcom

Non è una stretta agli influencer, non è una reazione al cosiddetto Pandoro-Gate. La pubblicazione da parte di Agcom di linee guida sulla responsabilità e sula trasparenza del lavoro degli influencer è semmai un atto di rispetto e di valorizzazione di una professione...