La sentenza della Corte di Giustizia Europea sull’equo compenso per giornalisti ed editori è, pur nella sua scontatezza, epocale. Viene ribadito che il lavoro giornalistico va pagato, lasciando intatta la libertà delle parti di negoziare sul prezzo. Bisogna uscire dalla logica anacronistica dello scontro con le piattaforme per sottolineare che una informazione di qualità farà bene a tutti, Ott compresi. Senza un equo compenso, siamo destinati a un giornalismo banale e artificiale, con seri rischi per la tenuta democratica. L’equo compenso deve basarsi su un’equa condivisione dei dati
Editoria: Agcom invia segnalazione alla Commissione europea sui servizi AI di Google
Nella seduta del 29 aprile scorso, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella sua qualità di Coordinatore per i servizi digitali per l’Italia, ha deciso di trasmettere alla Commissione europea una richiesta di valutazione dei servizi offerti da Google...










